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  • STUDIO AZZURRO: L’ARTE AL DI LA’ DELL’ARTE

    “Studio azzurro è un raccontatore di storie per immagini: attraverso le sue opere, compie un’esplorazione nel mondo delle tecnologie, in particolare in quello delle immagini elettroniche.” Così spiega Leonardo Sangiorgi, co-fondatore nel 1982 a Milano di Studio azzurro insieme a Paolo Rosa e a Fabio Cirifino, che ha tenuto una conferenza la mattina del 1 marzo 2017 nell’Auditorium del nostro Liceo. La conferenza si è inserita nel progetto d’Istituto di Alternanza Scuola-Lavoro come modulo disciplinare di Storia dell’arte, rivolto alle classi quarte del Liceo.

    Studio Azzurro è un gruppo di artisti particolarmente attivo nel campo delle immagini sensibili e dei nuovi media. E ’proprio la dimensione di uno Studio, quindi di un lavoro collettivo, che caratterizza le opere di Studio Azzurro: non la visione di un unico artista, ma diversi punti di osservazione, una costante ricerca.

    I fondatori di Studio Azzurro iniziarono a produrre le proprie opere con l’intento di capire se gli strumenti elettronici avessero un linguaggio capace di espressioni creative e poetiche, intuendo che anche attraverso tali strumenti fosse possibile ottenere espressioni artistiche.

    Studio Azzurro, guardando in retrospettiva, ovvero cercando di sviluppare un aspetto creativo guardando al futuro, senza dimenticare il passato, riesce ad estrarre degli spunti creativi dalle nuove tecnologie. In questo modo vengono create delle immagini sensibili, in cui lo spettatore, interagendo con l’opera d’arte, entra egli stesso a far parte di questa. Così le nuove tecnologie possono essere veramente vissute, fino a diventare uno strumento di espressione artistica.

    Una delle prime opere di Studio Azzurro, realizzata nel 1984, è stata Il Nuotatore, esposta a Palazzo Fortuny a Venezia: seppur nella limitazione delle tecnologie dell’epoca, con quest’opera, costituita da un’installazione di 24 televisori, gli artisti riuscirono a creare una nuova dimensione in cui coesistevano spazio, contenuti e strumenti utili a visualizzare le immagini. Lo spettatore era così interamente coinvolto nell’opera d’arte.

    Che le opere di Studio Azzurro abbiano quasi una vita autonoma e che siano “vive” lo dimostra il Giardino delle Anime realizzata ad Amsterdam nel 1997 e dal 2001 a New York, presso Hall of Science. L’opera si inseriva in una mostra riguardante la psicanalisi e il tema del sogno ed era costituita da una pavimentazione interattiva: i personaggi sembravano fluttuare nell’acqua e cambiavano i loro gesti in base al peso di coloro che camminavano sulla superficie del pavimento. Sangiorgi racconta che un giorno entrò al Museo una scolaresca di bambini che, tutti insieme, camminarono sull’opera: questa prese nuova vita, creando qualcosa di unico. In questo modo anche l’opera stessa, grazie all’influenza di questi particolari visitatori, è stata reinventata. Questo esempio, dice Sangiorgi, dimostra perfettamente che il visitatore, una volta entrato nell’opera, diventa egli stesso co-autore dell’opera.

    Inoltre uno degli obiettivi di Studio Azzurro è quello di connettere il territorio con i campi della realizzazione e della ricerca artistica. A questo riguardo è intervenuta Osvalda Centurelli, che organizza e coordina le attività di Studio Azzurro, ad illustrare come sono nate le Stazioni Creative, pensate e teorizzate da Paolo Rosa nel libro L’arte fuori di sé ( A.BALZOLA, P.ROSA, Feltrinelli 2011). Realizzate da Studio azzurro dopo la prematura scomparsa dell’artista le Stazioni Creative sono spazi individuati nelle periferie cittadine e aperti al Territorio in cui gli artisti, interfacciandosi tra loro e condividendo idee e progetti, creano le proprie opere. L’anno scorso allo Spazio MIL di Sesto San Giovanni, tra aprile e maggio, ha avuto corso la Stazione Creativa: qui si si sono svolti workshop, attività, laboratori di musica e danza coordinati da artisti e docenti, aperti a tutti i cittadini e nella serata di inaugurazione e in quella finale anche il pubblico presente ha potuto prendere parte al progetto e partecipare alle performances degli artisti. Questo dimostra, ancora una volta, come anche gli spettatori, i visitatori e gli ascoltatori siano parte integrante di un’opera d’arte e di come sia riacquistata una dimensione di partecipazione e vicinanza con l’opera: l’arte prende vita oltre l’arte.

    L’incontro con studio Azzurro ci ha permesso di capire come oggi sia sempre più importante essere consapevoli di quello che l’arte rappresenta per noi, e non soltanto nella forma “classica” di un dipinto o di una scultura. Se interpretati correttamente, possono essere arte anche semplici gesti o una storia da raccontare, mettendo in campo creatività,  strumenti e  modalità di alta espressione. Arte è sentirsi parte di un ambiente, ma soprattutto vivere quell’ambiente al massimo delle sue possibilità, cercando di cogliere tutti gli spunti creativi che esso ci fornisce.

    Camilla Crippa, IV BC

    Di seguito alcune immagini:

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